Prof Covenant On the Road

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giovedì 5 novembre 2015

Di libri, di morte e altre sciocchezze

Un breve passaggio su queste lande desolate, desertiche quanto la Fury Road, dopo quasi tre mesi di assenza da queste pagine, per tornare a scrivere due righe, giusto per far finta che questo sfigatissimo blog sia ancora attivo. 

Questi ultimi due mesi sono stati, con tutta probabilità, tra i peggiori della mia vita. Purtroppo i periodi neri capitano, ma quando la sfortuna si concentra in un periodo di tempo breve, accanendosi non tanto su di me (ho le spalle larghe, magari somatizzo lo stess ma sopporto), quanto su delle persone a cui voglio bene, si può solo rimanere lì, ad aspettare. Si aspetta e, nella migliore tradizione del sottoscritto, ci s'incazza. 

Finisce che m'incazzo perché ricevo un trattamento che non sento assolutamente di meritare. Mi incazzo perché sono costrette a vedere qualcuno che conosco da tutta la vita e per cui si provo un affetto sconfinato soffrire e lasciarsi andare. Così, alla fine, quella che per anni è stata la mia valvola di sfogo, perde qualsiasi attrattiva: da un lato diventa qualcosa da odiare, dall'altro sembra semplicemente inutile.

Poi succede quello che non si vorrebbe mai vedere e, per qualche tempo, si smette anche solo di provare a scrivere. Ho passato questo momento, trovandomi di fronte alla pagina bianca, col cervello in fiamme, a dire a me stesso "vaffanculo i miei libri, vaffanculo la mia tesi, vaffanculo a tutto il mondo". Salvo che poi succede il miracolo. Succede che si decide di dare una chance a questo sterile esercizio di futilità noto come scrittura non per lavoro, non per passione, ma solo per affetto. Si butta giù una pagina, un times new roman dodici di word, in cui si condensa tutta la propria tristezza, la propria rabbia e frustrazione. Quel sentimento d'impotenza che per due mesi maledetti non ha fatto altro che accompagnarmi. Ed ecco che avviene il miracolo. Scritto quello, le parole tornano a sgorgare spontaneamente. Finalmente si riaccende la scintilla e si prende il via, iniziando a dare libero sfogo a tutti quei pensieri che, di fatto, aspettavano solo delle mani abbastanza solerti da batterli su una tastiera.

Dove vado a parare con tutta questa strana tiritera?

Semplice. Non ho aggiornato per mezzo secolo, ignorando anche una splendida fiera come quella di Belgioioso dello scorso settembre, ignorando alcuni pensieri al limite della rosicata per quanto riguarda l'editoria italiana e il Lucca Comics, e per un altro mezzo secolo non aggiornerò. Frega un cazzo, lo so, ma devo nutrire il mio ego e far finta che la notizia causerà sommosse in tutta Italia, la crisi del dollaro e l'invasione del Giappone da parte della Cina.

Il fatto è che dal primo novembre ho lanciato una piccola sfida a me stesso, cercando di condensare in sessanta giorni tutto il lavoro che non ero riuscito a fare in un anno per motivi lavorativi, universitari e, soprattutto, familiari.

Insomma, sono al rush finale con quel benedetto terzo libro, la prendo seriamente quanto basta, avendo pure disinstallato Neverwinter Nights et similia dal mio PC (ho pure la maglia su cui far stampare il numero tre, il prima possibile. Cazzo se son serio). Questo non tanto allo scopo di finire il libro, ma di dare qualcosa di compiuto a Mur, che non vede l'ora di darmi in pasto ai suoi editor per trasfromare una bozza balbettante nel capolavoro del fantasy contemporaneo. (No, scherzi a parte, un abbraccio al mio Plesiosauro di fiducia, senza lui e il suo staff credo avrei reagito molto peggio a questo momento). Almeno, per quella maledettissima tesi, dovrei essere in dirittura d'arrivo entro marzo 2016, un sollievo. Adesso è ora di ritirarsi a scrivere e raggiungere nuove vette di bastardaggine. Un abbraccio, marmittoni miei.

Che le rosicate sull'editoria italiana non tarderanno ad arrivare. Grazie Lucca Comics.