Prof Covenant On the Road

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martedì 26 aprile 2016

Soncino 2016: il bello di perdersi.


Alle volte me le vado a cercare. Esempio: non me l'ha mica ordinato il medico di fare questa fiera, oggi, sciropparmi oltre 200 Km ad andare e altri 200 a tornare per giungere alla Rocca di Soncino. Eppure incurante di tutto mi sono messo in macchina, armato di santa pazienza, partendo alle 5 e 30 del mattino per giungere tre ore dopo nella cittadina dell'interland cremonese, famosa per la Rocca e la Tana del Drago Fumante. Che Rita esporti presto il franchise. Ma, mentre sono qui, col solito mal di testa da primato, a scrivere sul PC questo report, cercando di sfuggire alla vista dei Mangiamorte incazzati, cerco di raccapezzarmi su come siano andate le cose in questa assolata giornata di Aprile, in cui le previsioni hanno toppato annunciando una pioggia battente, facendo mente locale per capire dove ho sbagliato strada.

Perché il bello di certi viaggi è proprio sbagliare strada. Dopo essere regolarmente uscito a Cremona, prendo la strada verso Brescia. Cazzata, cazzata! Mi ritrovo così a un passaggio a livello, sperduto nella campagna lombarda. Davanti a me una moto, una vespetta bianca con macchie di ruggine, tenuta su dal cavalletto, e il suo proprietario. Casco demijet in mano, capelli e barba bianchi e fluenti. Sembra una versione più anziana del buon Fabio Porfidia, o forse suo padre, e considerate le implicazioni messianiche nel sembiante del nostro artista qualche dubbio sull'uomo di fronte a me inizio a pormelo. Dopo oltre 10 minuti di attesa alla barriera senza che il treno sia arrivato, scendo dalla mia 600, la Siponta, avvicinandomi con una certa soggezione. Le rotaie restano deserte.

"Maaa... è molto che aspetta?" azzardo. Un gesto secco del capo, uno schiocco di labbra e una scrollata di spalle mi danno meno informazioni di prima. A quel punto, tento un'altra strada. "Mi scusi, vado bene per Soncino da qui?". Un singolo cenno di diniego. Uno. Perentorio, senza appello.

Il treno arriva. Torno in macchina, scaricando una voce per il navigatore del cellulare. Sono fuori strada. Devo deviare verso Castelverde, poi Soresina, poi Soncino. Sta di fatto che una persona, al terzo anno in quel di Soncino, dovrebbe ormai conoscere la strada. Macché. Mi devo far salvare, ancora una volta, le chiappe dalla tecnologia. Malvagia tecnologia. Cortana mi odia, ora lo so.

lunedì 18 aprile 2016

Radio Gandalf (fuggite sciocchi!) 009: puntata a tinte di Nero... Press!






Nona puntata! Non avrei scommesso un soldo sul fatto di arrivare così distante con questo progetto, temevo sinceramente di mollare prima. Di fatto però siamo arrivati qui, oggi ospite Daniele Picciuti e parliamo un po' di tutto!

Puntata a tinte nere, si diceva. Quelle di Nero Elfico, romanzo che ha appena vinto il Premio Cittadella, quelle di Nero Press, dell'horror, del thriller, del gotico. Ma anche tinte nere di tutt'altro genere, che ci riportano ai fatti di attualità successi recentemente al Romics. 

Tutto questo, lo potete ascoltare in questa intervista con Daniele (le sue foto con Elmo e ascia ormai hanno fatto il giro del web, quindi non sto a postarvele). Buon ascolto!


sabato 2 aprile 2016

Radio Gandalf (fuggite, sciocchi!) 008: l'Illustratore colpisce ancora.


Siamo all'ottava puntata, scaricabile GRATUITAMENTE qui, e anche questa volta parliamo con degli illustratori. Ringrazio di nuovo i miei ospiti, Rita Micozzi, Andrea Tentori Montalto e Sergio Giardo per essersi sottoposti a questa gogna "mediatica" e aver accettato di presenziare. 

Ah, tranquilli: le magliette "sono stato cazziato da Sergio Giardo" sono attualmente in fase di produzione. Verranno vendute a prezzo di costo, quindi non intendo lucrarci sopra. Presto in fumetteria. 

BUON ASCOLTO!


venerdì 1 aprile 2016

Quattro lettere...

Fisso l'orologio ed è tardi, ma non ho sonno. Leggo un po', cerco in Benni prima, in Adams e Hornby poi la forza di cadere tra le braccia di Morfeo. Ma come ormai mi capita da un po' di tempo non riesco più a dormire bene, così mi alzo dal letto, rassegnato all'idea che ormai non riuscirò più ad addormentarmi, prendo l'iPod, metto su una canzone casuale e tocca ai Foo Fighters. Accendo il pc, staccando internet... che se leggo di un altro test nucleare nord coreano e della corsa di Trump alla presidenza degli U.S.A. inizio a ricoprire di piombo la casa. Mi affido alla voce di Dave Grohl, mentre le parole di Long Road to Ruin percorrono le cuffie per arrivare alle mia testa, iniziando un loop che non era programmato, colpa di questi schermi moderni.